Distinguiamo due Gibellina. L’originale è crollata a causa del terremoto del 1968. Tra le montagne che circondano la Valle del Belice si trovano solo i ruderi e il Cretto di Burri.
Il Cretto è una colata di cemento bianco che ha ricoperto le rovine ma ha lasciato inalterato il vecchio impianto viario. La colata è alta circa un metro e si distingue a d’altezza d’uomo esattamente come fu organizzata la piccola città prima del terribile terremoto.
Visto da lontano il Cretto è sorprendente sopratutto d’estate in una giornata soleggiata perché sempre essere una macchia bianca appoggiata nel verde delle colline. Malgrado la mancanza di manutenzione dell’opera, essa rimane ancora in un stato quasi perfetta. Purtroppo, verrà difficile al turista non preparato trovarla, visto l’assenza totale di pannelli ed indicazioni vari. Troverete sotto la pianta satellitare sulla quale settare il vostro GPS.
Costruita a qualche decina di chilometri più lontano, la nuova Gibellina, è un centro molto giovane. É stata progettata e costruita da numerosi artisti contemporanei che hanno fatto del paese un grande museo a cielo aperto.
Reportage foto sul Cretto di Burri e le parte vicine nel 2006
Al di là dell’opera di Alberto Burri, non dimentichiamo che il terremoto di Gennaio 1968 provocò circa 1.200 vittime e 100.000 senzatetto.
Praticamente nella Valle del Belice 6 villaggi interi vennero totalmente annientati.
Cordiali saluti.
Roberto.