Signorile residenza testimonianza dell’archeologia romana.
Il sito è composto dalla zona abitativa e da un complesso termale, denominato dai Romani “Fons Veneris”, Fonte di Venere.
Oggi, così come ai tempi dei Romani, è possibile sfruttare le acque sulfuree e alcaline delle sorgenti minerali che permettono di curare varie patologie, per una vacanza salubre immersi nell’esempio più interessante di villa di lusso suburbana, tipica per i suoi pavimenti in mosaico.
La stanza principale è il Tablinium, che fungeva da sala di ricevimento, con un bel pavimento a mosaico geometrico bianco e nero.
L’area dedicata alle terme era dotata di Apoditerya (spogliatoi) e di 3 sale destinate al bagno: un Calidarium (con acqua calda), un Tepidarium (tiepida) e un Frigidarium (fredda), quest’ultima abbellita da un mosaico raffigurante una barca di pescatori, 4 delfini e un pescespada. Infine, accanto ai resti della villa sorge un Antiquarium, dove sono esposti al pubblico ciò che arredava la lussuosa villa.